Boris Bilinsky (1900-1948), un nome da riscoprire. Esule dalla Russia, in breve si afferma come disegnatore e cartellonista fra Berlino e Parigi. E il nome di punta fra i costumisti del cinema, nell'ultima stagione del muto. Fa sensazione il suo manifesto per Metropolis di Fritz Lang. Alla Scala approda nel 1947: disegna un balletto sulle note di Johann Strauss, Follie viennesi, una girandola di colori eleganti e spettacolari. Ritroviamo la sua originalità artistica nelle elaborazioni grafiche, di sorprendente astrazione, sulle note di Bach, di Berlioz, di Ravel.
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Anno edizione:2011
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