Molto coinvolgente e commovente trascina il lettore con una scrittura scorrevole e chiara
Il diario di Helga. La testimonianza di una ragazza nei campi di Terezìn e Auschwitz
Degli oltre quindicimila bambini rinchiusi nel campo di Terezín e in seguito deportati ad Auschwitz, solo un centinaio è sopravvissuto all’Olocausto. Helga è una di questi.
«Chi non l’ha visto con i propri occhi non sarà mai in grado di immaginarselo, e forse un giorno neanche noi riusciremo a capire come sia stato possibile vivere in queste condizioni». È il settembre del 1938, a Praga l’esercito si mobilita per far fronte all’incombente minaccia nazista. Helga è una bambina e non sa cosa tutto ciò significhi, ma ogni giorno la Storia entra nella sua vita con la violenza di uno scarpone che sfonda una porta: il padre perde il lavoro, lei viene allontanata da scuola, la obbligano a portare sui vestiti una stella gialla pesante come una colpa. Helga non sa, però sente: sente i boati dei bombardamenti, sente i discorsi politici alla radio, sente le voci che gridano di correre al rifugio. E lei corre, e intanto scrive, disegna, racconta gli obblighi e i divieti, la gente che sparisce. Finché tocca anche a lei e alla sua famiglia. Prima a Terezín, poi ad Auschwitz-Birkenau, a Freiberg e infine a Mauthausen. La bambina adesso impara: impara cos’è un campo di concentramento, cos’è un campo di sterminio, le conseguenze ultime dell’essere ebrea sotto il Reich di Hitler. Impara cosa può diventare un essere umano. Anche mentre la sua infanzia si strappa per sempre, Helga non smette di osservare e raccontare: il diario della prigionia che oggi ci consegna è insieme un documento straordinario e un colpo al cuore. Perché nel tratto lieve dei disegni, nell’essenzialità delle parole, ci accorgiamo che neppure l’innocenza e la fantasia di una bambina possono nascondere l’orrore. Eppure, in un modo straziante e misterioso, il suo sguardo ferito non si fa piegare e riesce a illuminare la tenebra.
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<p>Prima edizione italiana - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 211 pagine con tavole fuori testo. Copia in perfette condizioni di nuovo, ancora sigillata --&nbsp;Degli oltre quindicimila bambini rinchiusi nel campo di Terez&iacute;n e in seguito deportati ad Auschwitz, solo un centinaio &egrave; sopravvissuto all'Olocausto. Helga &egrave; una di questi.&nbsp;&laquo;Chi non l'ha visto con i propri occhi non sar&agrave; mai in grado di immaginarselo, e forse un giorno neanche noi riusciremo a capire come sia stato possibile vivere in queste condizioni&raquo;. &Egrave; il settembre del 1938, a Praga l'esercito si mobilita per far fronte all'incombente minaccia nazista. Helga &egrave; una bambina e non sa cosa tutto ci&ograve; significhi, ma ogni giorno la Storia entra nella sua vita con la violenza di uno scarpone che sfonda una porta: il padre perde il lavoro, lei viene allontanata da scuola, la obbligano a portare sui vestiti una stella gialla pesante come una colpa. Helga non sa, per&ograve; sente: sente i boati dei bombardamenti, sente i discorsi politici alla radio, sente le voci che gridano di correre al rifugio. E lei corre, e intanto scrive, disegna, racconta gli obblighi e i divieti, la gente che sparisce. Finch&eacute; tocca anche a lei e alla sua famiglia. Prima a Terez&iacute;n, poi ad Auschwitz-Birkenau, a Freiberg e infine a Mauthausen. La bambina adesso impara: impara cos'&egrave; un campo di concentramento, cos'&egrave; un campo di sterminio, le conseguenze ultime dell'essere ebrea sotto il Reich di Hitler. Impara cosa pu&ograve; diventare un essere umano. Anche mentre la sua infanzia si strappa per sempre, Helga non smette di osservare e raccontare: il diario della prigionia che oggi ci consegna &egrave; insieme un documento straordinario e un colpo al cuore. Perch&eacute; nel tratto lieve dei disegni, nell'essenzialit&agrave; delle parole, ci accorgiamo c
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Anno edizione:2014
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