Un fuoco grande. Bianca Garufi
Libro presentato da Giuseppe Lupo nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2026.
Questo libro è un omaggio appassionato a tutte le donne che, come Bianca, sono state “innominate” dalla Storia ufficiale, ma che hanno attraversato il secolo con la luce obliqua e incandescente di un “fuoco grande”: un viaggio tra scrittura e psicoanalisi, tra mito e politica, per restituire voce a chi per troppo tempo è stata circondata dal silenzio.
Bianca Garufi, donna dalla voce potente e dall’identità molteplice, è stata molto più della musa di Cesare Pavese: fu scrittrice, poeta, psicoanalista junghiana, protagonista dimenticata della Resistenza romana. Attraverso la sua vita e le sue opere – da Fuoco grande a Il fossile, da Libro postumo alle raccolte poetiche – emerge un confronto profondo con il femminile arcaico e mitico, con la Storia, con il desiderio e con l’inconscio. Attraverso una scrittura ibrida e frammentaria, che intreccia citazioni, sogni, lettere e riflessioni personali, Marialaura Simeone rilegge la figura di Garufi come nodo simbolico di genealogie femminili rimosse e come voce anticipatrice di una nuova coscienza di genere. L’esperienza individuale diventa così riflessione collettiva sull’identità, sulla memoria, sull’eredità psichica e culturale delle donne. Questo libro è un omaggio appassionato a tutte le donne che, come Bianca, sono state “innominate” dalla Storia ufficiale, ma che hanno attraversato il secolo con la luce obliqua e incandescente di un “fuoco grande”: un viaggio tra scrittura e psicoanalisi, tra mito e politica, per restituire voce a chi per troppo tempo è stata circondata dal silenzio.
Proposto da Giuseppe Lupo al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione:«A volte, dietro la scrittura di un libro, ci sono motivazioni che alle ragioni letterarie aggiungono un valore politico. Questo è il caso di Un fuoco grande. Bianca Garufi di Marialaura Simeone: una biografia narrativa composta per racconti, documenti editoriali, materiali epistolari e costruita con l’intento di restituire il ruolo che compete a una figura di donna a lungo ricordata solo come la collaboratrice o la musa di Cesare Pavese. Bianca Garufi è stata anche una scrittrice in proprio, poetessa, psicoanalista junghiana e protagonista dimenticata della Resistenza romana. Una donna e un’intellettuale che si trova al crocevia di numerose traiettorie culturali e che, dopo essere rimasta incolpevolmente nell’ombra per molti anni, incontra nella ricostruzione di Marialaura Simeone una forma di riscatto. Affidandosi a una scrittura che mescola documento e invenzione, rigore filologico e fughe nell’immaginario, Marialaura Simeone disegna i contorni di una personalità non secondaria della cultura italiana del secondo dopoguerra e la riporta sotto i riflettori di una letteratura colpevolmente trascurata, fatta di presenze femminili collocate ai margini. Nell’ampliare i confini del genere biografico e nel contaminarne i caratteri, il libro manifesta una sua propria vocazione politica. Diventa cioè un atto di coraggio nei confronti di chi è stato circondato dal silenzio ed è un gesto di nemesi letteraria per tutte le voci rimosse dalla Storia.»
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Anno edizione:2026
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