Note ed osservazioni sul libro intitolato dei delitti e delle pene
in 16°; pp. (2), 191, (3); br. cartonato rustico coevo; 1^ ed. Testatina e finalino entrambi xilografici. Ultima pagina con errata corrige. Rara edizione originale di questa che viene considerata come la più radicale e dura confutazione delle tesi pubblicate nell'opera del Beccaria Dei delitti e delle pene (1764). Facchinei, monaco vallombrosano, che precedentemente si era visto rifiutare dagli inquisitori il permesso per la pubblicazione di brevi note poste a piè di pagina al libro del Beccaria, scrisse e pubblicò nei primi mesi del 1765 quest'opera senza indicare il luogo di stampa (ma Venezia, Zatta). L'autore scrisse questo saggio con tono iroso e risentito, Beccaria stesso è descritto come uno stupido impostore, sfacciato, indegno e via dicendo. Con profonde implicazioni per la filosofia, la politica e l'economia, il libro contiene uno dei primi esempi stampati del termine socialista (che per lui indica un teorico delle idee di contratto sociale, eguaglianza e libertà) e un primo riferimento al concetto di mano invisibile. Il libro rappresenta il rifiuto più radicale delle idee del giurista, comprese quelle relative alla pena capitale e alla tortura, alla teoria del contratto, alla libertà politica e all'egualitarismo. (Condizioni molto buone: rare annotazioni a margine, di antica mano, molto polemiche nei confronti di questo saggio e dell'autore che definisce, senza mezzi termini, forte ignorante e fanatico)
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in 16°; pp. (2), 191, (3); br. cartonato rustico coevo; 1^ ed. Testatina e finalino entrambi xilografici. Ultima pagina con errata corrige. Rara edizione originale di questa che viene considerata come la più radicale e dura confutazione delle tesi pubblicate nell'opera del Beccaria Dei delitti e delle pene (1764). Facchinei, monaco vallombrosano, che precedentemente si era visto rifiutare dagli inquisitori il permesso per la pubblicazione di brevi note poste a piè di pagina al libro del Beccaria, scrisse e pubblicò nei primi mesi del 1765 quest'opera senza indicare il luogo di stampa (ma Venezia, Zatta). L'autore scrisse questo saggio con tono iroso e risentito, Beccaria stesso è descritto come uno stupido impostore, sfacciato, indegno e via dicendo. Con profonde implicazioni per la filosofia, la politica e l'economia, il libro contiene uno dei primi esempi stampati del termine socialista (che per lui indica un teorico delle idee di contratto sociale, eguaglianza e libertà) e un primo riferimento al concetto di mano invisibile. Il libro rappresenta il rifiuto più radicale delle idee del giurista, comprese quelle relative alla pena capitale e alla tortura, alla teoria del contratto, alla libertà politica e all'egualitarismo. (Condizioni molto buone: rare annotazioni a margine, di antica mano, molto polemiche nei confronti di questo saggio e dell'autore che definisce, senza mezzi termini, forte ignorante e fanatico)
Immagini:
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Editore:
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Tipologia:
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Anno edizione:1765
- Prodotto usato
- Condizioni: Usato - In buone condizioni
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